Oggi un gruppo di studenti e di precari ha deciso di autoassegnarsi 3 appartamenti di proprietà del comune di Treviso e dati in gestione all’ATER
La decisione di occupare nasce in primo luogo dal bisogno che queste persone avevano di una casa, un luogo dove iniziare a costruire il proprio futuro. Precari, studenti e anziani hanno enormi difficoltà ad affrontare i prezzi del mercato. La crisi che ha investito l’Italia e il mondo sta mietendo le sue vittime con centinaia di persone in cassa integrazione o addirittura che hanno perso il loro lavoro. In questa situazione pesa il fatto che da anni non vengono stanziati fondi per gli alloggi di edilizia popolare, mentre il Ministero delle Infrastrutture ha stanziato 16,6 miliardi per le "Grandi opere".
In secondo luogo con questo gesto si è voluta denunciare la gestione del patrimonio pubblico da parte dell’ATER e del Comune di Treviso. Centinaia di case sono lasciate vuote a marcire mentre in graduatoria ci sono persone che da anni aspettano l’assegnazione di un alloggio.
Da oggi a Treviso è cominciata una campagna che vuole l’assegnazione di tutte le case sfitte a chi ne ha bisogno e spiegazioni da parte dell’ATER e del Comune sul come sia possibile che, in tempo di crisi, il patrimonio pubblico venga gestito in questo modo.
NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO
Comitato per la casa treviso
vedi anche su GlobalProject - Treviso
rassegna stampa - video
Fonte: oggitreviso.it 30.03.2009
L’ATER pensi alle emergenze abitative
Atalmi denuncia che il mercato immobiliare è ancora saldamente in mano a speculatori, viziando il mercato
Treviso - Sono stati liberati, dopo meno di 48 ore, i tre appartamenti Ater in via Bianchini a Treviso, occupati da alcuni componenti dei centri sociali trevigiani tra cui alcuni rappresentanti dell’Ubik Lab. Stamani verso alle 7.30 gli uomini della squadra mobile di Treviso e Padova hanno fatto sgomberare gli occupanti che per la verità non hanno opposto resistenza.
Sul luogo sono giunti anche i tecnici dell’Ater di Treviso per riprendere possesso dei locali occupati che erano stati occupati per protesta sabato scorso 28 marzo. Sul caso interviene il Consigliere comunale di Sinistra Trevigiana, Nicola Atalmi (in foto) che dice che: “L’azione organizzata dall’Ubik ha il pregio di cominciare a far discutere di un problema vero: quello della casa.
Nella nostra città, dove crescono ogni giorno la precarietà e i licenziamenti, il mercato immobiliare è ancora saldamente in mano a speculatori che continuano a costruire e a tenere case vuote per tenere alto il prezzo degli immobili”.
Atalmi, pungente come al solito non risparmia neppure l’Ater: “E chi come l’Ater dovrebbe occuparsi di rispondere all’esigenze di casa per giovani coppie, lavoratori, pensionati e soggetti deboli della nostra società, pensa solo a minacciare chi ha partecipato alla protesta piuttosto che dire come intende rispondere all’emergenza abitativa della città”.
http://www.oggitreviso.it/later-pen…
Fonte: La Tribuna di Treviso 29.03.2009
L’Ubik: l’abitazione è un diritto, troppe famiglie in attesa. L’ira di Fanton: «Impossibile assegnarle senza restaurai: sgombero immediato degli abusivi»
S.Bona, blitz no-global nelle case Ater
Occupati tre appartamenti sfitti in via Bianchini. «Basta alloggi chiusi in città»
Blitz no-global ieri mattina in via Bianchini, a Santa Bona di Treviso, dove una dozzina di giovani del centro sociale Ubik Lab di Ponzano Veneto ha preso possesso di tre appartamenti popolari dell’Ater. Come altri, i tre alloggi erano sfitti da anni. Alle finestre ora troneggiano striscioni sul diritto alla casa. Fuori, il piantone di polizia.
«I cittadini hanno diritto ad una casa e ci sono diversi appartamenti sfitti in questa zona - ha dichiarato il coordinatore dell’Ubik Fabio Tomaselli - non capiamo perché, con le liste d’attesa che ci sono, le assegnazioni siano bloccate. Dicono che gli appartamenti non sono a norma, ma se così fosse nemmeno le famiglie residenti potrebbero continuare a starci dentro».
Con l’occupazione è cominciato anche un volantinaggio per le vie del quartiere. «Nei tre appartamenti occupati ora ci sono due coppie e una studentessa - riporta Tomaselli - la nostra è un’azione eclatante con la quale vogliamo calamitare l’attenzione del mondo politico sul problema delle case popolari. Chiediamo chiarezza da parte degli amministratori: non sappiamo quanti appartamenti siano realmente sfitti e quale sarà il loro destino nel prossimo futuro. Cominceremo noi stessi in questi giorni ad andare casa per casa per raccogliere informazioni e capire com’è composto e in che stato si trova il patrimonio pubblico».
Secondo una prima rilevazione, in zona sono presenti sedici condomini realizzati intorno agli anni’40 con centoquattro appartamenti di cui cinquantadue sfitti. «Vogliamo che vengano assegnati il prima possibile. La crisi si contrasta anche assicurando l’abitazione ad ogni famiglia».
La risposta del vicepresidente Ater Pierantonio Fanton, residente proprio a Santa Bona, arriva immediata. «Gli appartamenti sono sfitti perché devono essere venduti all’asta - spiega - dopodiché, con il ricavato ne verranno ristrutturati degli altri, che finalmente potranno essere assegnati in base alle richieste». Nessuno trascuratezza quindi, ma un progetto di riqualificazione che prevede la vendita parziale del patrimonio per poter poi finanziare residenze vecchie di cinquantanni. «I condomini di via Bianchini sono stati ceduti dal demanio al Comune di Treviso - continua Fanton - che li ha dati in gestione all’Ater. Da pochi mesi è stato sciolto il vincolo che li legava alla Sovraintendenza e ne bloccava il restauro. Se quelli occupati non andranno in asta verrà negata la possibilità ai cittadini trevigiani entrati in graduatoria di diventare assegnatari di altri alloggi rimessi a nuovo. Non è ammissibile. Gli occupanti devono essere sgomberati».
Intanto lunedì verrà presentata una interrogazione da parte di Antonella Tocchetto, consigliere comunale del Pd, proprio sul problema degli alloggi sfitti: «Serve chiarezza».
Gentilini dichiara guerra «Se ne devono andare»
«Non tollero alcun tipo di occupazione». Il vicesindaco Giancarlo Gentilini ha già giurato guerra ai giovani introdottisi in una casa dell’Ater a S. Bona, pronto a chiedere l’espulsione per gli stranieri presenti e misure durissime per quanti hanno scatenato la protesta: «Non esiste - ha tuonato il vicesindaco dal giardino di Cà Sugana - Se ne devono tornare in fretta dai propri genitori, in casa. Altrimenti sono pronto a mandare i vigili. Contro certa gente serve il pugno di ferro, non ho intenzione di dar spazio all’illegalità». Per il numero due di Cà Sugana non ci sono quindi mezze misure: l’occupazione deve finire al più presto, senza creare ulteriore confusione: «Non abbiamo bisogno di queste dimostrazioni - ha aggiunto - è chiaro che non sono in regola, quindi se ne devono andare. E’ la consueta forma di provocazione proletaria alla quale siamo stati abituati negli anni, ora l’Ubik continua su questa scia. Ma hanno trovato pane per i loro denti». (m.g.)
Fonte: Il Gazzettino online 28.03.2009
Treviso. I no-global all’assalto delle case sfitte dell’Ater: appartamenti occupati
Treviso(28 marzo) - I ragazzi del centro sociale Ubik di Treviso hanno oggi occupato alcuni appartamenti sfitti di proprietà del Comune nel quartiere di Santa Bona, nella prima periferia della città. Negli appartamenti si sono già sistemate due coppie ed una studentessa. L’iniziativa è stata spiegata dal coordinatore di Ubik, Fabio Tomaselli, come «denuncia dell’esistenza in città di molte case non occupate, perché lasciate dall’Ater (Azienda territoriale edilizia residenziale) in condizioni di non manutenzione e con impianti non a norma».
Per contro, ha aggiunto, 122 famiglie sono in lista di attesa per avere un’abitazione popolare. «Abbiamo svolto un’indagine su 16 condomini realizzati intorno agli anni ’40 - ha detto Tomaselli - e, su 104 appartamenti, 52 risultano sfitti da vari anni»
Fonte: Radio Veneto Uno 28.03.2009
Blitz stamani poco dopo le 9.30 da parte di una ventina di rappresentanti del centro sociale Ubik Lab che hanno occupato 3 appartamenti di proprietà dell’Ater in via Bianchini, una laterale di via Ronchese, a Santa Bona. L’operazione è scattata stamani quando gli occupanti sono entrati nei 3 appartamenti vuoti e sfitti, barricandosi all’interno e cambiando le serrature.
La protesta pacifica verte sulla mancata assegnazione da parte dell’Ater di Treviso di ben 52 di appartamenti tuttora vuoti sui 104 presenti nell’area. Tutto ciò nonostante le lunghe liste d’attesa che comprendono quasi 150 famiglie. Clima disteso a Santa Bona ma i militanti non escludono azioni dimostrative, già a partire dalla giornata di domani in cui è prevista la Treviso Marathon.
Ai nostri microfoni interviene il rappresentante del centro sociale dell’Ubik Lab, Fabio Tomaselli. Secca la replica della presidentessa dell’Ater, Liviana Scattolon.












Grandiosi!!!!