Stanno arrivando anche tanti studenti al concentramento, mentre i migranti intervenendo dal camion esprimono la felicità di trovarsi in corteo assieme agli studenti, perchè, dice Mamadou, essere insieme significa unire le lotte, i percorsi di conflitto per la cittadinanza e la dignità, contro il razzismo e lo sfruttamento. Sconfiggere la solitudine e ricomporre i soggetti sociali!
Treviso - Anche alcune associazioni trevigiano parteciperanno alla manifestazione contro il razzismo in programma venerdì 17 ottobre a Roma. Vi partecipano la Cgil e l’Auser, Ubiklab, DonneinmovimentoTV, Associazione difesa lavoratori TV, Ass. Ya Basta, Ass. Queerquilia, A.N.P.I., Un’Altra Treviso. “In Veneto – dicono le associazioni trevigiane - si è (...)
22.04.09 Il presidio organizzato oggi davanti all’Ospedale di Conegliano ha visto partecipi decine tra medici, operatori sanitari, migranti, volontari di Emergency e attivisti dei centri sociali, ma anche comuni cittadini, per dire no alla cancellazione del divieto di segnalazione, che consentirebbe a tutto il personale ospedaliero di denunciare chi non (...)
Questa legge ancora non è approvata ma tanto è spietata da colpire prima ancora della sua entrata in vigore. E’ la cancellazione del divieto di segnalazione prevista dal pacchetto sicurezza (in discussione alla Camera), che vorrebbe costringere medici, infermieri e tutto il personale ospedaliero a denunciare, prima ancora che curare, chi non è in possesso (...)
E’ notizia di oggi 5 febbraio 2009 che il Senato della nostra Repubblica ha approvato una legge che prevede che i medici debbano denunciare gli stranieri clandestini che si rivolgano a loro per essere curati. La Costituzione repubblicana difende come sacri alcuni diritti. Fra questi quello alla salute. L’art. 32 della Costituzione sancisce che «La (...)
“Serve dire qualcosa? Le nostre grida fermano le bombe? La nostra parola, salva la vita di qualche bambino palestinese? Noi pensiamo che sì, serve, che forse non fermeremo una bomba né la nostra parola si trasformerà in uno scudo blindato che impedisca che quella pallottola calibro 5.56 mm o 9 mm, con la sigla "IMI", "Industria Militare Israeliana" (...)
È ora. Un momento che giunge dopo tanto tempo. La strategia migliore per porre fine alla sanguinosa occupazione è quella di far diventare Israele il bersaglio del tipo di movimento globale che pose fine all’apartheid in Sud Africa. (N.Klein)
Chiediamo il "Cessate il fuoco" Sabato 10 gennaio dalle ore 15.00 presidio in Piazza dei Signori a Treviso. Se il mondo ricco e civile tace noi non possiamo più stare in silenzio di fronte agli attacchi che oramai da giorni l’esercito israeliano sta perpetuando al popolo palestinese. I crimini di cui si sta macchiando Israele in queste ore vanno oltre (...)
Ieri la strage in una delle scuole delle Nazioni Unite per i profughi palestinesia Jabaliya che ha provocato 42 morti. Bombardata anche un’altra scuola a a Rafah, nel sud della Striscia. La situazione è molto critica dal punto di vista umanitario e il bilancio dal 27 dicembre, giorno in cui il governo israeliano ha dato avvio all’operazione Piombo fuso, è di 635 morti e circa 2900 feriti palestinesi.
In solidarietà con le popolazioni di Gaza, nei giorni più sanguinosi per la Palestina dal 1967, per la resistenza contro l’occupazione e l’oppressione del popolo palestinese. Palestina - L’occupazione nella vita quotidiana I diritti negati di un popolo Spesso quando si parla di Palestina si è tentati di dire che non c’è fine al peggio. Si descrive il popolo (...)