traduzione dall’ articolo originale: http://www.thenation.com/doc/200911… L’altro giorno ho ricevuto una copia pre-stampata di The battle of the story of the Battle of Seattle, di David Solnit e Rebecca Solnit . La pubblicazione è fissata a dieci anni da quando una storica coalizione di attivisti arrestò il vertice del World Trade Organization di Seattle, (...)
Tratto da www.globalproject.info. In un mondo in cui la precarietà è bios e coinvolge non solo la sfera sociale ma il capitalismo stesso, l’esemplarità e non la sintesi, è l’elemento che parla del modo in cui oggi stiamo all’interno della precarietà e della crisi permanente che riproduce continuamente se stessa. Dentro questo parlare della crisi della rappresentanza, c’è anche quella del sindacato come forma del fare politica. La crisi delle forme di rappresentanza è permanente all’interno della crisi. Rovesciando il paradigma della crisi, se la precarietà è bios, cioè vita, all’interno della crisi anche il potere è continuamente precario e questo rappresenta per noi un’opportunità di agire nelle sue crepe per costruire indipendenza, in un momento in cui costruire indipendenza significa conquistare libertà.
Vi sono momenti nel corso della storia in cui la sostanza di cui si è fatti, soggettivamente e collettivamente, viene prepotentemente interrogata. Qual è la ragione che ci spinge a credere che un cambiamento del mondo, in meglio per come lo intendiamo noi, sia possibile? Che cosa ci porta a pensare che un desiderio, un sogno, o una necessità concreta, possa propagarsi e diventare sentimento comune di una moltitudine, e da questo, ribellione e rivoluzione, potenza costituente di un nuovo modo di vivere? Non dare importanza a queste domande, liquidandole come banali, o inutili, è la cosa più sbagliata che si possa fare.
Ciack si gira. Edizione 2009, E’ un film che parla di autorecupero, quello che oggi raggiunge la sua quarta edizione, al Lido di Venezia. Un film che parla di modi diversi di vivere il proprio territorio. Un film che in ogni edizione si è caratterizzato seguendo mobilitazioni, lotte e desideri concreti e reali. Un film che guarda alla Mostra del Cinema e che da quella Mostra piace farsi guardare e attraversare, come indica bene il programma di questa edizione.
Eccolo. E’ il programma del prossimo Festival NoDalMolin, che si terrà dal 2 al 13 settembre nel solito luogo, quello che anche googlemaps, con i suoi satelliti, ha fotografato.
Un programma non ancora completo, come queste pagine che sono un work-in-progress. Ma, comunque, già ricco di appuntamenti e spettacoli; e, soprattutto, di momenti di discussione e confrontro: quest’anno, infatti, ogni giorno ci sarà un dibattito.
Naturalmente, anche quest’anno abbiamo bisogno dell’aiuto di molti di voi; per dimostrare che le parole scritte da Paolo Costa due anni orsono ("il festival [2007] rappresenta l’ultimo colpo di coda del dissenso locale") sono tuttora lettera morta. Ci sono molti modi per collaborare al festival: eccoli.
Intanto, buona consultazione…
Invito dell’Onda anomala di Venezia a tutto il movimento Dal 1° al 13 settembre, il Lido di Venezia non sarà solo sinonimo di Mostra del Cinema. Quest’anno ritorna Global Beach, alla sua quarta edizione. Global Beach è una spiaggia di proprietà del Demanio Militare, abbandonata al degrado da quindici anni, che dal 2004 viene temporaneamente occupata nel (...)
Tutti fuori dal carcere tra domiciliari e obbligo di firma. Due studenti torinesi agli arresti domiciliari, tutti gli altri con obbligo di firma o di dimora. Quel che conta è che tutte e tutti sono fuori dal carcere! Una vittoria importante e non scontata. Operazione gestita in grande, dal magistrato pop dell’antimafia, collaboratore di Micromega e riferimento assoluto della sinistra tutta forca e giustizia. Caselli non è un pesce piccolo, anzi, è una figura che parla a tanti, anche agli studenti che nella crisi della rappresentanza eleggono Travaglio e il suo stile a misura rancorosa del mondo da costruire.
Appello in solidarietà degli studenti arrestati il 6 luglio
Nella notte tra il 5 e il 6 luglio una spropositata operazione di polizia ha portato all’arresto di 21 studenti dell’Onda Anomala. Ciò che viene loro imputato è di aver preso parte alla grande mobilitazione del 19 maggio a Torino contro il G8 University Summit. In quella giornata più di diecimila studenti, dottorandi e precari dell’università hanno preso parola pubblica con un grande corteo, per esprimere - ancora una volta, dopo le mobilitazioni dell’autunno - la propria indisponibilità al processo di dismissione dell’università pubblica.
Azioni e cortei. I movimenti bloccano Roma contro il G8. Sono state diverse le inziative messe in opera dagli attivisti romani e globali in importanti in punti strategici per la circolazione nella capitale. Primo blocco. Lo svincolo autostradale che da Roma porta a L’Aquila è stato bloccato con barriere. Roma tre. Plotoni della Finanza hanno violentemente caricato prima dell’inizio del blocco, inseguendo i manifestanti e producendo 36 fermi.
All’alba di questa mattina, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Torino e gestita poi nella conferenza stampa dal Procuratore Giancarlo Caselli, la polizia ha effettutato decine di perquisizioni nella case di studenti e attivisti in tutta Italia. L’operazione della Digos ha eseguito 21 misure cautelari per le mobilitazioni studentesche del 19 maggio scorso a Torino in occasione del vertice del G8 University. Due gli arresti a Padova, quattro a Bologna, 12 a Torino di cui 5 ai domiciliari, 1 ai danni di un attivista napoletano avvenuto all’Aquila nel campo del comitato 3e32 al termine della fiaccolata che si è svolta ieri notte a tre mesi dal terremoto.